Giovedì 16 Maggio / ore 16:00
Accademia di Scienze, Lettere ed Arti di Padova
, via Accademia 7, Padova 

"La musica pianistica per la sola mano sinistra"
Massimiliano Motterle, pianoforte

J. S. Bach (1685-1750) - J. Brahms (1833-1897)
Ciaccona in Re minore

A. Skrjabin (1871-1915)
Preludio e Notturno Op. 9

F. Liszt (1811-1886)
Romance Oubliée
(trascrizione per la mano sinistra a cura del M. Motterle)

F. Mompou (1893-1987)
Preludio n. 6
M. Moszkowski (1854-1925)
Studi op. 92 n.11 e 12

Repertorio particolarissimo per la chiusura della rassegna Oltremusica. A cimentarsi su un repertorio di musica pianistica per la sola mano sinistra, grazie a trascrizioni e revisioni appositamente redatte nel tempo, il M° Massimiliano Motterle. Motterle nel momento più importante della carriera è stato improvvisamente colpito dalla distonia focale, malattia che impedisce ilcontrollo delle dita della mano (nel suo caso la destra). Dopo un periodo di riflessione, spinto più che mai dalla sua insaziabile curiosità musicale, Motterle ha iniziato ad approfondire il repertorio pianistico scritto per la sola mano sinistra tornando a suonare in pubblico; da qualche anno ha ricominciato ad usare entrambe le mani.

Si parte con una Ciaccona in re minore di Johann Sebastian Bach (1685-1750) pensata per violino e trascritta per la sola manosinistra da Johannes Brahms (1833-1897). A volte la musica parte dagli episodi più inconsueti,come nel caso di questo adattamento. Il compositore di Amburgo, incantato dal componimento, fu ispirato dalla moglie di Robert Schumann, costretta per un periodo a riposare la mano destra ferita, a trovare una forma di adattamento che le permettesse di eseguire il brano con una mano sola. Tuttavia, diversamente da altri trascrittori della ciaccona (come, ad esempio, Busoni), Brahms cerca una soluzione che si avvicini il più possibile all’originale per violino, per non snaturarla e renderla comunque fruibile.


Il russo Alexander Skrjabin (1871-1915), nel corso della sua breve vita, si dedicò quasicompletamente alla scrittura pianistica. Estraneo a qualsiasi opera di nazionalismo musicale proprio del periodo, lo si ricorda soprattutto per un uso intenso dell’armonia e della sperimentazione timbrica, unita dx una colorazione strumentale e a una ricerca affascinante delle potenzialità dello strumento legate a un’espressività e ad un’eleganza della scrittura fuori dal comune. Anche qui l’occasione per la composizione di un pezzo pianistico nasce da un incidente domestico: ossessionato dall’esercizio, forse invidioso della tecnica straordinaria di un collega allievo del suo maestro Vasilij Safonov, Skrjabin sottopose la sua mano ad esercizi massacranti, danneggiandola irrimediabilmente. Il braccio e la mano destra non sarebbero più tornati quelli di prima e così,durante il periodo di assoluto riposo, egli concepì due pezzi brevi per sola mano sinistra, un Preludio in do diesis minore e un Notturno in re bemolle maggiore. L’opera n. 9 risale al 1894 ed è formata da pezzi che sono da ascrivere alla fase giovanile di Skrjabin, quando egli era ancora pienamente dentro la temperie romantica. Infatti, questi due brani sono vicini alla sensibilità di uno Chopin ma suonati col tocco di un Debussy. Questo si traduce in una ambientazione malinconica, una melodia particolarmente affettata e piena d’effetto ma la disposizione strutturale e l’uso della timbrica cui è costretta la scrittura ad una mano, i salti di tastiera e le soluzioni formali fanno già pensare a una dimensione espressionista della musica di inizio Novecento fra i cui solchi Skrjabin va, giustamente, annoverato.

La Romance Oubliée di Franz Liszt (1811-1886), la romanza dimenticata, qui presentata nella trascrizione per la mano sinistra del M° Motterle, è una composizione fortemente malinconica, intrisa di lirismo e percorsa da una quiete quasi irreale, un motto musicale che fa entrare l’ascoltatore in un’atmosfera rarefatta e sognante, dove il tempo sembra fermarsi, o meglio sospendersi, in un oblio senza fine, nei pochi minuti che separano l’ascoltatore dalla prima nota al tocco finale del pianista.

Federico Mompou (1893-1987), esponente dell’impressionismo musicale e ammiratore di Debussy e Satie fu autore di musiche che andavano nel senso di una ricerca della radici della tradizione spagnola. Seppur nella tradizione dell’impressione, la musica di Mompou è all’insegna di un folclorismo elegante e raffinato ma pur sempre di maniera, come il Preludio n.6 che ascolteremo. Non mancano quindi grande cura per il colore e il timbro dei suoni, in una forma musicale sempre meno definita.

Moritz Moszkowski (1854-1925) pubblicò 12 Studi per la mano sinistra op. 92 nel 1915 a Parigi. Di questi ascolteremo gli ultimi due, i numeri 11 e 12. Il compositore polacco, che ebbe notevole fama in vita grazie a un’attività concertistica piuttosto intensa, si cimentò anche in questaimpresa a scopo didattico, avendo dalla sua antecedenti illustri come Chopin, Liszt e Saint-Saëns. Il Moderato cantabile in re bemolle maggiore e l’Allegro impetuoso in si bemolle minore sono due brani molto diversi tra loro sia nella tecnica che nella resa estetica: piacevole e dal carattere brillanteil primo, frenetico e convulso il secondo. Posti non a caso in chiusura e vicini tra loro, sono pezzi inforte contrasto, non solo per la tonalità scelta (maggiore l’uno, minore l’altro) ma anche per l’uso el’approccio che ha l’autore sulla tastiera. Quieto e pacato il primo, leggiadro sui tasti; percussivo il secondo, tale da anticipare soluzioni ritmiche ancora di là da venire. A posteriori, vengono allamente i primi esperimenti afroamericani ragtime del Nuovo Mondo a cavallo fra XIX e XX secolo, ma trattati con la severità propria di un romantico, impetuoso appunto, come il titolo che opportunamente reca con sé questo studio. Al di là delle singole composizioni il repertorio qui proposto va oltre la semplice dimensione musicale e si propone di dimostrare come la musica possa essere un mondo senza confini predefiniti che vanno oltre le possibilità offerte dal corpo per esplorare zone dell’animo umano che abbattono qualsiasi barriera dello spazio e del tempo.


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